Rassegna stampa

 

01/12/2005

QUOTIDIANO NAZIONALE

UNA FACCIA NUOVA-TRAPIANTO CHOC SU UNA FRANCESE. Clamoroso intervento ad Amiens


PARIGI - E' una «prima» mondiale ad alto rischio dal punto di vista sanitario e psicologico: per la prima volta al mondo una équipe medica ha realizzato un trapianto di faccia. E' accaduto ad Amiens, in Francia, nel pomeriggio e nella notte di domenica 27 novembre: l'intervento è stato effettuato su una donna di 38 anni il cui viso era stato orribilmente sfigurato dai cani. L'exploit è stato portato a termine da due luminari francesi: il professor Jean-Michel Dubernard di Lione, notissimo alle cronache per aver «firmato» nel 1998 il primo trapianto di mano, e il professor Bernard Devauchelle, specialista in chirurgia maxillo-facciale dell'ospedale universitario di Amiens. I due chirurghi, assediati ieri per tutto il giorno da quotidiani e televisioni di mezzo mondo, non hanno voluto rilasciare dichiarazioni: «Faremo un resoconto completo venerdì prossimo, nel corso di una conferenza stampa alle ore 13 presso l'ospedale Edouard Herriot di Lione. Per ora ci limitiamo a constatare che la paziente è in eccellenti condizioni generali di salute», ci ha detto al telefono il professor Dubernard.
La notizia, riportata in anteprima dal settimanale francese «Le Point» e dal quotidiano britannico «Evening Standard», è stata confermata in Italia dal chirurgo Marco Lanzetta, uno dei medici che avevano realizzato con Dubernard il trapianto di mano nel 1998.
II clamoroso intervento di Amiens non ha modificato totalmente i connotati della paziente: è stata sottoposta a trapianto infatti, per la precisione, solo la parte triangolare del viso che è formata dal naso e dalla bocca. I medici francesi hanno voluto dunque rispettare i vincoli previsti dal Comitato nazionale della bioetica, che impone che l'intervento sanitario non alteri l'identità della persona. Il prelievo degli organi necessari, effettuato - con il consenso dei familiari- dal viso di un donatore in stato di morte cerebrale, era stato fatto domenica mattina all'ospedale universitario «Salengro» di Lille: si è trattato di un'operazione piuttosto complessa, dal momento che si sono dovuti asportare la pelle, il tessuto sottocutaneo, i muscoli facciali e vari segmenti di vene e arterie del donatore. Si è proceduto quindi al trapianto con estrema rapidità: i medici avevano in tutto ventiquattr'ore di tempo per utilizzare gli organi prelevati.
Tutto è iniziato nella primavera scorsa, in maggio, quando la giovane donna, che vive a Valenciennes, nei pressi di Lille, venne ricoverata in gravissime condizioni nel reparto specializzato dell'ospedale di Amiens: era stata ferocemente aggredita da due cani che le avevano asportato tutte e due le labbra e parte del naso. Nel mese di agosto le autorità sanitarie transalpine avevano dato il via libera all'iscrizione del suo nome nella lista nazionale delle persone in attesa di trapianto. Nelle ultime settimane la donna era stata ricoverata per essere sottoposta ad interventi preparatori.
Secondo le indiscrezioni provenienti dall'ospedale di Amiens, l'équipe dei professori Dubernard e Devauchelle è pienamente soddisfatta dell'intervento. Il primo ostacolo da sormontare adesso, come del resto per qualsiasi altro trapianto, è quello del rigetto. Un altro rischio cui è esposta la paziente è di tipo psicologico: dovrà infatti abituarsi alla sua nuova faccia; inoltre dovrà per tutta la vita prendere quotidianamente dei medicinali immunodepressori.
Il trapianto facciale di Amiens apre nuove speranze per i pazienti i cui casi non possono essere risolti dalla chirurgia tradizionale: in Italia due donne, sfigurate da ustioni in conseguenza di incidenti d'auto, aspettano di essere sottoposte ad un intervento analogo all'ospedale «San Gerardo» di Monza, il cui direttore è appunto Marco Lanzetta, stretto collaboratore del professor Dubernard:
«Ero al corrente dell'intervento di Amiens, ma non vi ho preso parte. Nel caso della donna francese, le tecniche tradizionali di autotrapianto non avevano avuto successo. Per quanto r

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