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17/09/2008

INTERVISTA A DOMENICO D'AMICO

Trapiantato 6 anni fa, oggi lavora con il muletto tutti i giorni.

Domenico D’Amico ha 39 anni, è sposato e ha una figlia. Lavora in una ditta di prefabbricati come operaio magazziniere vicino a Reggio Emilia.
La sua menomazione alla mano fu causata da un incidente stradale. Prima dell’intervento del Professor Lanzetta non seguiva nessun tipo di terapia.

D’Amico ha saputo della possibilità di sottoporsi all’intervento grazie alla televisione nel 1998, quando fu eseguito il primo trapianto di mano a Lione. “Quello fu il momento in cui per la prima volta pensai alla possibilità di sottopormi al trapianto”, afferma.
Tra il 2000 e il 2001 dopo il primo trapianto di mano in Italia, la convinzione e il desiderio di operarsi si sono fatti più forti in lui.

Mentre Domenico ha iniziato a fare le visite e i primi controlli quotidiani, il professor Lanzetta eseguiva il secondo trapianto. L’incontro con il paziente ha rafforzato in Domenico la convinzione di sottoporsi all’intervento. “Vedere un altro con il mio stesso problema mi ha fatto capire ancor di più quanto ne valesse la pena” afferma.

Dopo aver conosciuto Lanzetta, Domenico si è sentito ancora più rassicurato e fortunato per la possibilità di operarsi in un centro all’avanguardia in questo ambito della medicina, con un’equipe scrupolosa e molto attenta. “Per me è stato molto più di un medico, più di un amico, mi veniva a trovare tutti i giorni, spesso anche dopo il suo orario di lavoro” - prosegue Domenico – “Il professor Lanzetta mi è stato molto vicino nel difficile periodo dopo l’intervento”.

Il giorno dopo l’operazione, la curiosità era tale che ha voluto provare a muovere il pollice. “Vedevo solo le punte delle dita spuntare dalla fasciatura e nonostante provassi molto dolore, quel semplice gesto per me è stato una grandissima conquista. Ovviamente il Professor Lanzetta mi disse di non provarci più”.

Nel periodo post-operatorio ci furono delle complicazioni, normali e previste, delle quali Domenico era consapevole. Nonostante questa consapevolezza, per Domenico è stato un periodo molto difficile e debilitante. “Tutta l’equipe di Lanzetta si è prodigata per aiutarmi a guarire”.

Dei tre pazienti trapiantati Domenico è stato quello con il post operatorio più delicato. E’ stato un lungo periodo, doloroso e difficile da superare, a cui ora però non pensa più. La degenza in ospedale durata circa 8 mesi. Domenico è stato operato a novembre ed è stato dimesso a settembre dell’anno dopo. La terapia riabilitativa è iniziata due mesi dopo l’intervento, prima solo massaggi ai tendini. Sin dall’inizio Domenico sentiva qualcosa “tirare” dentro la mano.

Il ritorno alla sua vita normale è stato molto graduale soprattutto nel lavoro. Ha ricominciato tutto per gradi, perchè era debole. Ma oggi lavora tutti i giorni con il muletto, sottoponendo la mano a sforzi quotidiani. A distanza di anni è convinto che sia stata un’esperienza positiva. “Sono molto felice di aver fatto il trapianto. Sento la mano destra come quella sinistra, riesco a muoverla in modo del tutto naturale. Non mi sento più impacciato come prima nei gesti e nei rapporti con gli altri“.

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